Analysis Paralysis - cos'è, come funziona e come evitarla

Analysis Paralysis: cos’è, come funziona e come evitarla

La guida ideale per chi vuole scoprire cos'è e come funziona l'Analysis Paralysis, ma specialmente come evitarla per non disperdere l'attenzione del visitatore.

Pubblicato il 14 Luglio, 2020 Scritto da Matteo Feduzi Psicologia, Marketing Nessun commento

Nella scorsa guida abbiamo parlato della Decision Fatigue, un argomento che viene spesso confuso con l’analysis paralysis di cui parleremo oggi.

Cosa distingue questi due bias cognitivi? Cos’è, come funziona e come possiamo evitare l’analysis paralysis?

Oggi risponderemo a queste domande!

Sei pronto? Si parte 😉

Cos’è l’Analysis Paralysis?

L’analysis paralysis (o paralisi dell’analisi) si presenta quando vengono offerte troppe possibilità per una singola decisione o scelta con conseguente paralisi del processo decisionale.

La differenza principale tra decision fatigue e analysis paralysis è che la prima si riferisce a una lunga sessione di processo decisionale mentre la seconda a un singolo evento.

In un’epoca come la nostra tutto questo viene aggravato dalle enormi informazioni pubblicitarie che ci si presentano costantemente davanti: TV, cartelloni pubblicitari, email promozionali e tanto altro.

E come se non bastasse questo problema viene riportato anche in molte landing page e sales page.

Analysis paralysis esempio da non seguire

Nell’immagine precedente puoi vedere una sales page che con molta probabilità causerà all’analysis paralysis.

Ora potresti pensare che questa pagina non ha niente di sbagliato e che può aiutare maggiormente il potenziale cliente a prendere una decisione di acquisto.

Dopotutto gli mostriamo i nostri canali social per mostrare autorità, forniamo il chi siamo per scoprire di più sull’attività, gli facciamo capire che abbiamo anche altri prodotti e tanto altro.

Ma quindi cosa c’è di sbagliato in questa pagina?

Come funziona l’analysis paralysis

Sei in un centro di abbigliamento e vedi due paia di pantaloni che ti colpiscono subito, ne puoi comprare solo un paio, quale scegli?

Molto probabilmente ci penserai su un paio di minuti per poi scegliere il pantalone A.

Ora immagina di trovarti sempre nella stessa situazione ma di dover scegliere tra 10 pantaloni.

La scelta richiederà più tempo, non trovi?

Quando siamo davanti a una pagina web vale lo stesso effetto.

Possiamo offrire al nostro utente varie possibilità, ma più possibilità offriamo e più creiamo attrito per l’azione desiderata.

A volte questo attrito diventa così eccessivo da far “scappare” l’utente.

Come evitare l’analysis paralysis

A questo punto dovrebbe essere semplice capire come evitare l’analysis paralysis.

Ecco la stessa sales page ma con la rimozione di tutte le fonti di attrito:

Analysis paralysis esempio da seguire

In questo caso il potenziale cliente non sarà distratto da alcuna CTA non in target con il nostro obbiettivo.

A primo impatto rimuovere le altri voci, specialmente quelle del menu, potrebbe sembrare una cosa poco etica e costrittiva ma non lo è affatto.

Ricordiamoci che l’utente potrà sempre tornare indietro e che non abbiamo fatto altro che rendere la nostra sales page più chiara per l’utente.

Nel 90% dei casi quando un utente si trova nelle sales page è perché sta valutando l’acquisto di quel prodotto o servizio e ha assolutamente bisogno di chiarezza per capire quale sarà il passo successivo che dovrà svolgere.

Conclusioni

L’analysis paralysis è un bias cognitivo conscio e inconscio che causa l’arresto del processo decisionale ed è un serio problema per molte pagine web e non solo.

Se hai seguito attentamente questa guida sai cosa devi fare, rimuovi ogni possibile fonte di attrito e inizia ad aumentare le conversioni, indipendentemente dal fatto che siano lead o vere e proprie vendite.

Ti sei mai imbattuto in questo problema? Fammelo sapere nei commenti!

Benvenuto!

Sono Matteo Feduzi, autore di matteofeduzi.com. Ogni giorno aiuto migliaia di imprenditori e neo-imprenditori a sviluppare il proprio business online.

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